V Municipio: buche killer

Marciapiedi dissestati, gli anziani le vittime più colpite. I marciapiedi del nostro Municipio mietono vittime ogni giorno. La fascia più colpita è come sempre quella degli anziani, ma, in verità, nessuno è esente da cadute rovinose, a causa dei numerosi dissesti dovuti alla cattiva manutenzione degli stessi.

Il pedone si trova ogni giorno a dover sviare, come in un campo minato, tutta una serie di lastre dissestate, buche e avvallamenti: i pericoli più subdoli sono localizzati nei pressi degli alberi dei viali, causati da radici troppo sporgenti. Molti esercenti su strada, allo scopo di preservare la propria clientela dai piccoli infortuni davanti alle loro attività, si ritrovano a posizionare vasi con piante sui punti critici di dissesto come deterrente.

Tuttavia, il Pronto Soccorso dell’Ospedale Vannini a via Acqua Bullicante è un crocevia di persone che, a causa di cadute, fanno lunghe file per essere medicate per contusioni e microfratture. E così incontri la signora Agnese, che aspetta di essere visitata alla spalla, con il viso e lo zigomo contuso, inciampata su una radice davanti al mercato di viale della Primavera; o la signora Paola, a cui hanno messo cinque punti di sutura sul polpaccio, per aver infilato un piede in una chiostrina rotta a via Erasmo Gattamelata.

I vigili che intervengono, quando i poveri malcapitati doloranti li chiamano, si limitano a fare un verbale che poi comunicheranno al Municipio, ma la buca spesso resta lì, aspettando di fare una nuova vittima. Ma c’è di più. Chi legittimamente richiede un formale risarcimento al Comune, pagando fior di parcelle ad avvocati, raramente riesce ad ottenerlo e, se lo ottiene, non compensa certamente tutta la lungaggine medica che ha dovuto subire.

Questo perché il Comune ha visto bene di dare in appalto a ditte “opinabili” alcune vie del V Municipio, con la possibilità di risarcire eventuali danni con una franchigia non irrisoria, riservandosi di erogare l’eccedenza solo al vaglio di rigorosissimi parametri decisi dallo sportello conciliatorio, e per una somma stabilita che non supera i 13 mila euro. Insomma per lo sfortunato di turno, oltre al danno anche la beffa!

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