Un nuovo diritto fondamentale per il cittadino: imparare a informarsi

Negli ultimi mesi sono giunti alla redazione di Viavai inviti sempre più numerosi dalle scuole del territorio a stabilire forme di collaborazione “alla pari” con laboratori giornalistici scolastici che gli istituti hanno reso operativi all’interno delle attività formative insieme agli studenti.

Questi inviti sono stati per il Viavai particolarmente graditi, per tutta una serie di ragioni. Collaborare con i giovani ragazzi del nostro territorio, innanzitutto, lo consideriamo un privilegio perché sono le generazioni di cittadini del futuro e fra loro ci saranno sicuramente anche i giornalisti di domani.

Inoltre, sebbene l’esperienza del cosiddetto “giornalino di Istituto” è nota ai molti che hanno frequentato la scuola negli scorsi decenni, l’intenzione di stabilire scambi continui con le redazioni giornalistiche locali costituisce un obiettivo inedito quanto formativo, oltre che per le stesse scuole, anche per noi giornalisti un po’ più adulti! Infine, abbiamo subito notato con sorpresa che avremmo interagito spesso con classi delle scuole elementari, cioè con bambini di 7/8 anni che sono impegnati stabilmente durante le loro lezioni anche in attività di tipo informativo. Le prime esperienze di scambio giornalistico con gli alunni di queste classi, già documentate nel numero di Dicembre 2015 e in questo stesso numero (a pag. 21), ci hanno meno sorprendentemente smentito!

Non soltanto la capacità di osservazione di questi giovanissimi cittadini è degna di nota, ma anche l’approccio all’interpretazione dei fatti, che vengono presentati e affrontati con i loro insegnanti nei laboratori di classe, ci ha offerto punti di vista davvero interessanti! Al punto che non useremo più la definizione di “sorprendente” per tutto ciò che un bambino di questa età possa produrre nel corso di un’attività informativa.

Molte di queste esperienze scolastiche nascono per la passione e l’impegno di insegnanti convinti della bontà di un programma educativo che riconosca all’attività informativa tante funzioni utili ai più giovani: fra tutte, la consapevolezza che intorno a ognuno di noi ci siano molte cose importanti che meritano la nostra attenzione. Anche informare e informarsi sono un diritto fondamentale di ogni cittadino, specie per quelli del futuro che, più delle generazioni precedenti, potranno servirsi di strumenti da utilizzare autonomamente per fare e ricevere informazione.

Ma non basta sapere come si fa e aver padronanza di questi strumenti – cosa che i giovanissimi redattori sanno fare benissimo! Negli intenti del legislatore europeo che finanzia progetti formativi come l’Erasmus, sostenitore di attività giornalistiche in alcune di queste scuole, c’è anche l’obiettivo di dare a questi studenti gli strumenti utili a interpretare ciò che hanno intorno a loro, specie in un mondo dominato dalla diversità di cultura, lingua, valori, tradizioni…

Dalle prime esperienze di scambio con le scuole, quindi, ora si può comprendere quanto la nostra redazione – e con lei i nostri lettori – ne esca arricchita per la scoperta di un mondo dell’infanzia e dell’adolescenza così ricco, non solo di nuove idee su cui informare e nuovi modi di essere giornalista, ma anche di un nuovo modo di essere cittadini.

E stavolta siamo noi a dover apprendere qualcosa!

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