UN INFERNO CHIAMATO VIA SALVIATI

Ph Roberto Torre

A sette mesi dall’inizio dei lavori la Giunta a 5 stelle si è dimostrata inadeguata a risolvere il problema del campo rom. Paura, rabbia e insofferenza crescono tra i cittadini di Tor Sapienza. Boccuzzi: “Richiederemo un Tavolo con il prefetto Gabrielli”

Quando si parla di Tor Sapienza la mente si catapulta verso una periferia della Capitale diventata famosa per numerosi fatti di cronaca legati al campo rom di via Salviati. Un quadrante che vive difficoltà che non si riescono, o non si vogliono, risolvere. Nessuna delle fazioni politiche che hanno governato e governano il Comune di Roma è riuscita ad apportare veri cambiamenti.

Una tematica che fa paura e da cui emerge la non volontà di affrontarla seriamente, perché attorno ai campi girano interessi economici che nulla hanno a che fare con l’integrazione.

Sembra essere passata un’eternità dalle proteste dei cittadini nel dicembre 2016. Sembra essere passato un decennio da quando la giovane cinese, Zhang Yao, perse la vita per mano di alcuni residenti di via Salviati. A nulla parrebbe essere servito il sacrificio di questa giovane donna. Ma soprattutto, inutile risulta essere la pattuglia della polizia locale incaricata di segnalare i possibili roghi tossici.

La morte della giovane cinese ha fatto conoscere al mondo la situazione di degrado di Tor Sapienza. In tutte le lingue si è parlato di rifiuti e roghi tossici. Sembrava che qualcosa fosse destinato a cambiare. I lavori di bonifica erano partiti e tra la cittadinanza locale trapelava la fiducia verso una città a “cinque stelle”. Ma le parole sono volate via col vento e di fatti concreti se ne sono visti pochi perché tutto si è bloccato una volta spenti i riflettori.

Ad oggi solo l’eliminazione dei new jersey di cemento, utilizzati per isolare il campo rom, è stata portata a compimento. Le montagne di immondizia accumulate in quei giorni continuano a marcire e a resistere ai continui roghi appiccati dai residenti del campo. Cumuli di sporcizia che vengono incrementati da nuovi rifiuti. Il tema della salute pubblica, quindi, è tutt’altro che risolto.

Per la bonifica dell’area sono stati investiti dal Comune circa 15 mila euro. Soldi provenienti dalle tasche dei romani, che servono, come emerge dalle parole del presidente Boccuzzi intervenuto in un’assemblea pubblica organizzata il 18 gennaio scorso, per portare avanti la riqualificazione dell’area. “Come concordato dal Tavolo organizzato dal Comune, dove sono intervenuti il Municipio, il gabinetto del Sindaco e la polizia locale evidenzia il Presidente municipale pentastellato – ogni lunedì mattina l’AMA provvederà a pulire l’area del campo rom per evitare che ulteriore sporcizia si venga ad accumulare”. Riguardo ai cumuli mai tolti, sottolinea che si provvederà allo smaltimento subito dopo che la Regione Lazio finirà di fare le analisi. “L’impegno nostro – continua Boccuzzi tra le critiche dei residenti stanchi di ascoltare ulteriori promesse – sarà quello di far tornare la legalità nell’area, inoltre richiederemo un Tavolo con il prefetto Gabrielli per affrontare seriamente il tema via Salviati”.

La pazienza dei residenti sta per scemare. Si richiedono fatti concreti da parte dei due Municipi (IV e V) e del Comune di Roma, governati dalla stessa parte politica. I residenti del quartiere, increduli e stanchi, auspicano un miglioramento della loro qualità di vita. Sperano che al più presto ci sia lo smantellamento del campo per poter tornare alla normalità.

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