Roghi tossici nel Parco archeologico, i cittadini perdono la pazienza

Adrenalina a mille durante l’incontro nella sede municipale tra il presidente  Boccuzzi, i cittadini  e il Comitato Pac Bene Comune.

Dopo i fumi acri e pestilenziali carichi di diossina che si sono sprigionati dall’incendio, quasi certamente doloso, nella voragine situata nel canalone usata per anni come discarica dai residenti dei vari insediamenti abusivi, i cittadini hanno detto basta. Lo scorso 16 gennaio si sono recati negli uffici del Municipio Roma 5 per un incontro risolutore con il presidente Giovanni Boccuzzi.

Una situazione insostenibile  denunciata dai residenti del comprensorio Ater di via di Centocelle 3/15 e  di alcune strade limitrofe al canalone dove, per ben quattro giorni a partire dal pomeriggio del 1° gennaio 2017, decine di Vigili del Fuoco hanno tentato, dopo aver spento le fiamme, di eliminare l’acre fumo. La situazione è dovuta agli strati di rifiuti, alti alcuni metri, che per effetto di varie aperture, una delle quali di tre metri di diametro e profondità di oltre 20 (creatasi a causa di una perdita d’acqua sopra una delle tante gallerie presenti nel sottosuolo municipale), è nel bel mezzo del comprensorio Ater.

Nervosismo manifestato dai residenti e da alcuni rappresentanti del Pac, quando il presidente Boccuzzi ha sostenuto di aver fatto tutto quanto era nelle sue disponibilità, avvisando gli organi competenti. “Noi stiamo morendo avvelenati e lei ancora non fa nulla – hanno detto con  toni alterati i cittadini. Tanto che Giovanni Boccuzzi ha chiamato i Vigili chiedendo di identificare i presenti. Fortunatamente ha vinto il buon senso e una telefonata del Dipartimento Ambiente che era presente sul posto ha portato la calma. Immediatamente una delegazione di residenti e il presidente Boccuzzi si sono recati al Parco di Centocelle: un escavatore aveva già allargato la voragine da dove era partito l’incendio e rimosso decine di metri cubi di terra e rifiuti di ogni genere che ancora rilasciavano fumi.  Nonostante siano lentamente  cessati, ancora è forte l’odore acre in tutta la zona.

Il monitoraggio continua e i cittadini, insieme  ai volontari del Pac,  continuano a chiedere l’eliminazione dei rifiuti dalle gallerie e la messa in sicurezza e chiusura della profonda voragine insistente nel mezzo del comprensorio Ater.

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