Nelle fasi successive al terremoto di Amatrice, una parte fondamentale nei salvataggi l’hanno avuta i nostri amici a quattro zampe

Babì, Jack, Flash, Corto Maltese, Stella: i nomi degli eroi a 4 zampe che si sono distinti nel recente terremoto che ha sconvolto Amatrice e zone limitrofe. Hanno lavorato incessantemente, incuranti delle zampe martoriate dai tagli. Il loro contributo è stato determinate al ritrovamento di almeno 50 persone rimaste imprigionate nelle macerie. Ad Amatrice, Pescara del Tronto e nelle altre zone terremotate, i soccorritori si sono avvalsi di almeno una cinquantina di unità cinofile addestrate per il ritrovamento di dispersi in caso di calamità naturali. Ecco le loro storie divulgate sui social dai proprietari che hanno voluto conservare l’anonimato per dar risalto soltanto ai loro splendidi amici.

Fabio, proprietario di Corto Maltese, stupendo Labrador color miele, ha raccontato che dopo essersi messi in salvo con la sua famiglia, con il suo amico peloso e si sono diretti da Patarico (piccola frazione fra Accumuli e Amatrice) ad Amatrice, dove sembrava fosse finito il mondo. Giunti al paese, Corto ha iniziato il suo “lavoro” con straordinaria energia nello scavare, annusare e correre ad avvertire quando fiutava una presenza umana sotto il cumulo di detriti. Seguendo le sue indicazioni, i soccorritori intervenivano mentre il labrador, con il suo padrone, si spostava alla ricerca di altre vite. Dopo aver proseguito dall’alba fino al primo pomeriggio, Fabio è stato costretto a fermare il suo cane perché era diventato irriconoscibile, gli occhi ridotti a fessure, le zampe martoriate.

Ma già dal giorno successivo, Corto ha ricominciato a prodigarsi per salvare altre vite pago soltanto della ricompensa affettuosa del suo padrone. Alessandro, operatore del Soccorso Alpino, avvisato da una telefonata alle 5 del mattino sull’accaduto, è partito con un elicottero con a bordo altre due unità cinofile del Corpo forestale e l’inseparabile Flash, bellissimo Pastore belga. Arrivati sul posto Flash ha iniziato subito a fare ciò che doveva, anche se il fattore tempo in questo caso aveva già fatto il suo corso e per le persone che riusciva a individuare, purtroppo, non c’era più nulla da fare. Al cane, Alessandro non ha fatto mancare la sua ricompensa per il lavoro svolto. La sintonia tra loro ha fatto sì che Flash comprendesse lo stato d’animo del padrone, che non tratta Flash da “umano” accogliendolo sul divano di casa o condividendo i cibi, ma con tutto il rispetto per la sua natura di cane, perciò il legame sviluppato è vero e rispettoso per entrambi.  Anche Catia è istruttrice del Soccorso Alpino.

Con lei lavora Babi, una femmina di Pastore belga Malinois. Anche lei, come i suoi colleghi, spiega quanto sia impegnativo e costante il lavoro da fare con questi animali che si integrano perfettamente alle richieste dei loro padroni e non accettano di essere messi da parte neanche al raggiungimento della “pensione”. Debbono sempre sentirsi attivi e motivati per perseguire i risultati per i quali sono stati allenati. Soltanto così si compie l’iter per il quale addestratori e addestrati dedicano tempo, risorse e aspettative al conseguimento dei risultati che quasi mai, salvo casi estremi, vengono delusi. E non possiamo dimenticare il cane che ha seguito il suo padrone sino all’interno della chiesa dove, accucciato accanto alla bara, dava l’impressione di volergli dire: “Tranquillo, da qui non mi muovo, al tuo ritorno ce ne andremo insieme”. Bravi, eroi a 4 zampe, abbiamo sempre molto da imparare da voi.

What do you think?

30 points

Total votes: 0

Upvotes: 0

Upvotes percentage: 0.000000%

Downvotes: 0

Downvotes percentage: 0.000000%