Lo stadio delle controversie

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Le Giunte si susseguono ma il problema della costruzione del nuovo Stadio della Roma rimbalza da una all’altra, lasciando una pesante eredità fatta di molti problemi e poche soluzioni. Nei giorni scorsi sulla pagina Facebook di Viavai è stato lanciato un sondaggio in diretta, per verificare quanti fossero d’accordo o meno con la costruzione del nuovo Stadio della Roma.

In solo quattro ore di diretta sono state registrate oltre 35.000 visualizzazioni e il test si è concluso nettamente a favore della realizzazione dell’opera.

Che l’argomento abbia un notevole peso politico, oltre che sociale ed economico, è balzato subito in evidenza, tanto che sembra aver obbligato la nuova giunta Raggi a dover scendere a compromessi rispetto alla scelta del “No”, che sembrava essere, insieme alla negazione delle Olimpiadi, uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale.

Le argomentazioni del fronte del No sono diverse e vanno dalla presunta accusa di speculazione edilizia dell’area, dovuta all’eccessiva cubatura sulla quale il complesso sportivo insisterebbe solo per il 12%, alla messa in discussione della pubblica utilità del progetto, dichiarata già dall’allora Giunta Marino. Altre problematiche riguardano il sospetto di  rischio idrogeologico dell’area.

Va ricordato che il costo dell’urbanizzazione e costruzione dell’area è di 1,7miliardi di euro ed è totalmente a carico del costruttore, incluse le infrastrutture pubbliche necessarie per il buon funzionamento dell’area. Si potrà usufruire delle strutture solo al compimento delle opere pubbliche.

Il maggiore finanziatore dello Stadio dovrebbe essere la Goldman Sachs, con un contributo di circa 500 milioni di euro, mentre fra gli altri finanziatori ci  sarà il costruttore Parnasi.

Attualmente l’area è abbandonata dalla chiusura dell’Ippodromo di Tor di Valle e ormai in stato di degrado pressoché totale.

Il rischio idrogeologico, che rappresenta uno degli argomenti più caldi a sfavore, si basa sul paventato pericolo che costituisce l’assenza della messa in sicurezza del Fosso del Vallerano, per evitare l’esondazione nel vicino quartiere di Decima. Finora  non sono mai stati trovati i fondi, mentre in caso di costruzione del nuovo stadio sarebbero i costruttori a provvedere alla realizzazione.

Il vero problema apparentemente insormontabile, venuto fuori negli ultimi giorni, arriva dalla Soprintendenza per il Comune di Roma, nella figura di Margherita Eichberg, nella lettera destinata alla Conferenza dei servizi che si terrà il 3 marzo, nella quale si sottolinea come la rilevanza architettonica della tribuna dell’Ippodromo di Tor di Valle prescriverebbe che l’area sia lasciata libera da eventuali opere.

Quest’ultima sembra essere il veto che porrà la parola “fine” al proseguimento dei lavori. Seguiremo con attenzione i futuri sviluppi!

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