INCENDIO DI POMEZIA, LIVELLI DI DIOSSINA ALTISSIMI

Il rogo divampato lo scorso 5 maggio nella EcoX, deposito di stoccaggio di rifiuti di plastica e carta  a Pomezia, ha propagato nell’aria valori di diossina 700 volte superiori al limite di 0,1 picogrammi. Ritrovato all’interno della fabbrica amianto incapsulato.

Lo stabilimento sito in via Pontina Vecchia è andato distrutto mandando in cenere tonnellate di rifiuti. Il pronto intervento dei Vigili del fuoco ha evitato il peggio per i residenti. Le fiamme, domate solamente il giovedì seguente, hanno causato problemi alle persone e alle attività agricole del posto. I residenti in passato avevano denunciato  situazioni anomale all’interno della fabbrica.

I I tecnici dell’ARPA e il personale dell’ASL Roma6 hanno raccolto in questi giorni i dati sull’inquinamento dell’aria. Dalle centraline poste sul territorio provinciale è emerso che i valori di Pm10 sono normali. Si sono toccati livelli critici di 130 nanogrammi al metro cubo solo venerdì 5 maggio, nei pressi dell’EcoX. Valori identici a quelli che si riscontrano in inverno a Roma, nei periodi di particolare criticità. Invece, i dati raccolti dalle centraline di Roma Sud sono al di sotto della norma. Però, a preoccupare non è tanto l’ossido di azoto quanto la diossina e l’amianto. Infatti, la presenza di amianto ha aperto nuovi scenari sulla salute dei cittadini e così, scongiurato il NOx, una più grande preoccupazione pesa su residenti e istituzioni.

Dai risultati dell’ARPA è emerso che, nelle 48 ore successive al rogo, la diossina presente nell’aria ha superato 700 volte la soglia di sicurezza di 0,1 picogrammi. L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, ha sottolineato che la diossina, prodotta dalla combustione di materiale plastico, ma anche l’inalazione e l’ingestione delle microfibre di amianto liberate dal calore delle fiamme possono provocare gravi patologie fibrotiche e cancerogene, quali mesotelioma e tumore polmonare, con tempi di latenza che possono arrivare fino a 40 anni. Ora la Provincia si trova a dover fronteggiare una crisi sanitaria

La diffusione dei materiali tossici nell’atmosfera ha spinto i Comuni interessati a prendere provvedimenti, come il divieto di approvvigionamento di ortaggi nei campi che si trovano nel raggio di 5 km dallo stabilimento e l’individuazione dei terreni di ricaduta al suolo mediante lo studio dei venti per avviare la bonifica dell’area.

Tanta la paura dei cittadini, tra cui quelli di Roma Sud. In molti si sono recati negli ospedali per malori dovuti all’inalazione dei fumi. Un’emergenza improvvisa che, secondo il Sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, non è stata casuale a tal punto che la Commissione Parlamentare Ecomafie ha cominciato ad occuparsi del caso. Lo stabilimento, privo di una polizza assicurativa, è stato posto sotto sequestro per lasciare inalterata la scena su cui indagano i Carabinieri. Il rogo all’interno dell’EcoX ha spinto la Pprocura di Velletri ad aprire un fascicolo per disastro ambientale.

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