Il gravissimo inquinamento ambientale del Parco Archeologico di Centocelle

Il Coordinamento Popolare per il PAC (Parco Archeologico di Centocelle) ringrazia l’Onorevole Laura Coccia per aver fatto proprie le rimostranze che questo Coordinamento sta esprimendo a gran voce, attraverso la sua Interrogazione alla Camera a risposta scritta n° 4/16416.

E’ evidente che l’interesse alla grave situazione in cui versa il Parco Archeologico di Centocelle va allargandosi a prescindere dalle posizioni all’interno delle varie Istituzioni, da quelle a carattere Capitolino a quelle Nazionali.

E nonostante le rassicurazioni pubbliche più volte espresse anche dalla stessa Sindaca Raggi e dagli Assessori competenti, continuano ad arrivare puntuali atti ufficiali che smentiscono nei fatti le loro dichiarazioni.

Ultima, ma solo in ordine di tempo non certo di gravità, la diffida della Polizia locale di Roma Capitale all’utilizzo dell’acqua di falda presente nel pozzo del Condominio Ater di Via Centocelle 3, in quello del campo sportivo Certosa e in quello del rimessaggio camper.

La motivazione si legge nella comunicazione stessa: “superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione riscontrate”.
La diffida impedisce l’utilizzo dell’acqua “in attesa di ulteriori determinazioni”.
Questi dati confermano purtroppo ciò che il Coordinamento popolare PAC denuncia da mesi: il gravissimo inquinamento ambientale del Parco Archeologico di Centocelle a danno della salute pubblica dei romani. 

Ci auguriamo di riscontrare finalmente il giusto approccio risolutivo da parte delle alte Istituzioni dello Stato convolte dalle interpellanze e interrogazioni finora sollevate.
La tutela del bene primario, la salute dei cittadini, è e resta l’obiettivo per cui si chiede la bonifica integrale del Parco.

Portavoce
Roberta Ricci

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