E SE LE DONNE TORNASSERO AD ESSERE “SORELLE”?

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Nella tradizione femminista il concetto di “sorellanza” racconta del rapporto che lega ogni donna ad un’altra donna: unite e vicine ma soprattutto INSIEME. Ma le donne, oggi, sono ancora capaci di sentirsi sorelle? 

Doloroso da ammettere, ma in molti casi sembrerebbe di no. Quando, ad esempio, l’invidia si tinge di rosa e viene rivolta verso altre donne “colpevoli” di avere ciò che noi non riteniamo di possedere: bellezza, amore, posizione economica, capacità lavorative. Ad una donna possiamo perdonare tutto ma non di farci sentire “meno” e “inferiori” e questo fa scattare una profonda competizione che tra donne è spesso furente.

Se poi di mezzo c’è la conquista di un uomo allora la lotta può farsi serrata. L’altra diventa una rivale con cui competere con ogni mezzo e da “eliminare” nell’illusione che, distrutto l’oggetto della nostra invidia, l’uomo sarà assolutamente nostro. Chissà che la spiegazione non sia legata all’eredità biologica che ci spinge a concorrere per il maschio migliore o che, invece, sia dovuta alle influenze socio-culturali che spingono sempre più le donne verso ideali di “perfezione”. Ma quando le donne tornano a sentirsi vicine, alleate, “sorelle” diventano una potenza indescrivibile in quanto sono in grado di consolarsi, proteggersi, sgridarsi quando sbagliano, ridere e piangere insieme, rispettarsi ed amarsi. Le donne condividono un legame speciale; sanno mettere a nudo le loro anime. Devono solo fidarsi, fino in fondo, e farlo semplicemente.

In un momento socio-economico in cui trovarsi insieme appare difficile risulta al tempo stesso indispensabile stimolare le donne alla collaborazione, al confronto, allo scambio e al mutuo soccorso.

Il nocciolo della questione è che abbiamo davvero bisogno l’una dell’altra e abbiamo da imparare anche se spesso lasciamo che delle barriere che noi stesse ci imponiamo ci impediscano di godere delle amicizie che potrebbero essere tra le più grandi fonti di sostegno della nostra vita.

Il potere dell’amicizia femminile è stato anche confermato scientificamente. I ricercatori hanno scoperto che l’ossitocina, ribattezzato anche ‘’ormone dell’amicizia” aiuta gli individui ad interagire con gli altri soggetti e migliora la salute.

Quando si è sottoposti ad un momento di stress, ricevere il supporto di persone esterne può contribuire a ridimensionare l’impatto stressogeno di un evento. Ma, i vari studi scientifici hanno rilevato che uomini e donne differiscono in maniera sostanziale nella ricerca di sostegno sociale durante i periodi di stress.

Gli uomini producono alti livelli di testosterone quando sono sotto stress e ciò riduce gli effetti calmanti dell’ossitocina e, quindi, del sostegno amicale, rendendoli più inclini all’aggressività. Le donne invece, producono estrogeni che potenziano gli effetti dell’ossitocina spingendole a cercare sostegno esterno. Insomma, l’amicizia porta conforto e riduce lo stress e come recita un proverbio Indù: “Aiuta la barca di un fratello ad attraversare e anche la tua barca raggiungerà l’altra riva!”.

Dr.ssa Sara Eba Di Vaio
Psicologa – Psicoterapeuta
Sessuologa Clinica

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