Come i social possono diventare strumento di propaganda terroristica

I social media sono mezzi di comunicazione intrinsecamente neutri, né deleteri né tantomeno salvifici. L’uso che se ne fa dipende dalle intenzioni partorite dai cervelli dei singoli utenti. Sicuramente, uno dei più detestati e detestabili usi possibili è quello che ne fanno alcune organizzazioni terroristiche.

A causa della convenienza, dell’affidabilità e dell’ampio bacino di utenti raggiungibile – pensiamo a piattaforme come YouTube, Facebook o Twitter – sono sempre più usate da gruppi terroristici per propagandare i loro ideali, raccogliere fondi e sopratutto  reclutare nuovi combattenti. Questo uso distorto dei social media viene spesso nascosto da programmi appositi, che rendono gli artefici anonimi e difficili da scoprire. In particolar modo, l’Isis sembra essersi specializzata nell’utilizzo dei nuovi sistemi di comunicazione.

Durante la cattura di Mosul, nell’Iraq, in un solo giorno si sono registrati più di 40.000 tweets provenienti da accounts riconducibili a terroristi. I video e le immagini caricate quotidianamente, direttamente dai combattenti sul campo, vengono riprese dai media tradizionali o dagli utenti normali diventando virali, così amplificando la portata dei messaggi dei terroristi. L’Isis è riuscita a creare circa settecento mila accounts su varie piattaforme che discutevano le azioni del gruppo. Il reclutamento di giovani musulmani nei paesi occidentali avviene principalmente attraverso i social media, i quali rendono la mistificazione della realtà assai facile da praticare. Più della metà dei combattimenti stranieri confluiti in Siria nei ranghi dell’Isis lo hanno fatto dopo essere stati contattati attraverso i social media.

Esiste una rete di reclutatori che lavora incessantemente per agganciare e convincere giovani alla causa del terrorismo, che la mistificazione fa apparire come lotta rivoluzionaria, dotandola di un fascino e di un’attrattiva che hanno grande presa psicologica. Quindi, reclutamento e propaganda sono gli aspetti più enfatizzati nell’uso dei social media.

Ma è un fatto sorprendente? Oppure ci troviamo dinanzi ad una semplice evoluzione di un modo di comunicare?
I social media stanno cambiando il modo in cui gli esseri umani comunicano. Ogni aspetto della nostra vita, dall’amicizia all’amore è ormai influenzato dalle nuove tecnologie per comunicare. Quasi consequenziale è che il mezzo venga utilizzato anche per scopi perversi, al servizio di una logica di morte. Entrare nel merito di ciò che si vuole comunicare è fuorviante.
I social media sono un palcoscenico sul quale possono andare in scena le più svariate rappresentazioni, la commedia, la farsa, la tragedia o il dramma. Sono gli attori che lo calcano a determinarne i contorni.

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