Cinema Aquila, la diatriba sulla gestione non si placa

Dopo l’approvazione della mozione del PD municipale, le denunce della comunità ebraica per alcuni film pro-Palestina, e dopo il passo indietro del Comune e della Giunta Boccuzzi riguardo ad alcune pellicole, continua a far parlare di sé il bene sottratto alla criminalità organizzata romana. Si è conclusa dopo 9 mesi la collaborazione tra la Giunta Boccuzzi e la SCCA, organizzazione che gestisce  il cinema con le istituzioni. Dopo l’astensione del gruppo 5Stelle municipale alla mozione Dem, per il ritiro della programmazione dei film in sostegno della Palestina, netta è stata la presa di posizione dello Spazio Comune Cinema Aquila. “Due giornate di mobilitazione – dichiara lo SCCA in un comunicato – hanno rispedito al mittente le tristi ambizioni censorie perseguite dalla Giunta 5Stelle capitolina e municipale, assieme al PD”. Un attacco duro a chi governa e ha governato la città negli ultimi anni. Una presa di posizione contro il movimento di Grillo, colpevole di aver censurato molti film, tra cui il documentario sugli ex lavoratori del canile della Muratella, intitolato “Piccolo mondo cane”, ma anche contro i democratici colpevoli, per l’organizzazione, di aver determinato in passato la chiusura dello spazio.

Il programma ufficiale del cinema, pubblicato sul sito del Comune, ha visto cambiare le proiezioni per le giornate del 14, 15 e 16 marzo e altre pellicole sono state proiettate andando oltre il progetto di collaborazione tra cittadini e istituzioni. “Ieri – continua lo SCCA – abbiamo svolto la mobilitazione senza effettuare forzature ma richiamando al buon senso di non poter lasciare una sala vuota e di riempirla con le proiezioni che i cittadini si aspettavano di vedere”.

Nonostante la posizione delle istituzioni, emersa anche dalle parole della Presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma, l’onorevole Guadagno, che durante la seduta della commissione trasparenza ha dichiarato l’istituzione di un regolamento sulla partecipazione della scelta dei film e di una figura di controllore, le programmazioni sono proseguite all’esterno del cinema. Una mobilitazione a cui hanno aderito centinaia di cittadini vicini allo SCCA, lasciando la sala Magnani vuota.

Il programma, come si legge sulla pagina ufficiale dello SCCA, non è stato sospeso perché presentato al tavolo condiviso con il Municipio, contrariamente a quanto più volte detto dal presidente Boccuzzi. “Stavamo lavorando per ricomporre le divergenze venute a crearsi tra Municipio e alcune associazioni – si legge in una nota ufficiale firmata dal minisindaco – Quanto accaduto ieri sera 15 marzo, quando la programmazione prevista è stata alterata senza consenso delle istituzioni che hanno la responsabilità della gestione temporanea del cinema, mina le condizioni di una serena collaborazione reciproca. Pertanto – continua la nota – la riunione di programmazione prevista per oggi (16 marzo) è rinviata”.

L’assemblea pubblica si è comunque tenuta. All’esterno del cinema con lo slogan “i film non si censurano” i presenti hanno provveduto ad una occupazione dello spazio comune durata poche ore. Un atto per rivendicare la libertà di proiettare pellicole decise attraverso un processo collaborativo a cui partecipano molte realtà territoriali. Un’occupazione che ha permesso ai membri dello SCCA di incontrare il vicesindaco Bergamo e confrontarsi sull’accaduto. Gli animi, però, non si sono placati. La discussione è proseguita a suon di comunicati e ha spinto il Comune, per voce del Vicesindaco, a dichiarare l’imminente pubblicazione del bando di assegnazione.

Da quanto emerso dalla riunione della Commissione Cultura del Comune di Roma del 20 marzo scorso, si proseguirà con la programmazione temporanea a carico del Municipio fino a maggio prossimo. Durante questo arco di tempo si avvierà l’iter per arrivare, nei mesi successivi, alla risoluzione del bando. Insomma, non prima di settembre 2017, il Cinema Aquila conoscerà il suo gestore.

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