AMIANTO, IL KILLER SILENZIOSO

Uccide lentamente, è nei luoghi della nostra vita quotidiana, nessuno è veramente consapevole dei rischi che possono essere ovunque.

Da quel lontano 1992, anno in cui fu emanata la Legge 257 per fermare l’estrazione e la vendita dell’amianto e dei suoi derivati, sono stati oltre 400 i provvedimenti e regolamenti emanati in merito alla rimozione e bonifica dei luoghi soggetti alla presenza dei materiali inquinanti.

Nonostante tutte le pubblicazioni scientifiche rese note, le grandi campagne d’informazione e le minacce di sanzioni, a oggi sono oltre 53.000 i siti contaminati già censiti e non ancora sottoposti a interventi.

Il 93% dei materiali imputati deriva dal settore edilizio, di cui il 7%  è stato impiegato nei prodotti isolanti, che sono tra i più pericolosi per la salute.

Ogni anno allo stato italiano la cura di malattie come il mesotelioma pleurico e altre patologie dovute all’esposizione all’amianto costa all’incirca 700 milioni di euro e ne spendiamo almeno altri 300 tra bonifiche, trasporto e smaltimento dei materiali pericolosi. Non avendo strutture idonee e pochissime discariche, siamo costretti a portare quasi tutti i contaminanti in Germania, che si arricchisce grazie ai nostri deficit strutturali.

L’ex Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ora riconfermato anche nel governo Gentiloni, aveva fatto stanziare tramite decreto, per il triennio 2016-2018, la cifra di 17,5 milioni di euro per la bonifica e la rimozione degli elementi inquinanti negli edifici pubblici, dando la priorità ad asili, scuole, parchi giochi, strutture accoglienza, ospedali e impianti sportivi.

Oggi credere che la lotta all’amianto non ci tocchi da vicino e che sia un problema solamente delle altre regioni o città è solo un’utopia: purtroppo, nonostante lo stanziamento dei fondi, molte delle amministrazioni degli edifici scolastici ancora non ha nemmeno risposto alle richieste di censimento, mentre nel 16% di quelle già controllate nella Regione Lazio, è stata riscontrata la presenza di materiali tossici. Ben 217 sono gli istituti individuati nella sola provincia di Roma.

Dopo il rientro dalle vacanze natalizie, anche una scuola del Pigneto si è vista decretare la chiusura precauzionale a causa della presenza d’amianto: ben 80 i bambini rimasti fuori dalle aule dopo il provvedimento deciso dalla coordinatrice dell’asilo nido “La Magnolia”, situato in piazza dei Condottieri. La causa è stata individuata nelle evidenti crepe di alcune piastrelle di linoleum del pavimento, situazione, dicono i dipendenti, persistente da anni e che ha resistito anche alla lunga chiusura per ristrutturazione della scuola nel 2010.

Nonostante le lamentele da parte dei genitori per la mancanza di comunicazione e preavvisi, la struttura è stata chiusa e, in attesa della conclusione dei lavori per bonifica, i bimbi gradualmente saranno spostati nella scuola elementare “Giulio Cesare”, a circa 200 metri dall’asilo nido.

Per fermare questo killer silenzioso, occorre una forte accelerazione nell’individuazione e nello svolgimento dei lavori di bonifica necessari. Al ritmo odierno e con la mole d’interventi necessari si è calcolato che occorrerebbero altri 50 anni per ottenere una bonifica pressoché totale: l’imperativo in questi casi è non perder tempo.

What do you think?

30 points

Total votes: 0

Upvotes: 0

Upvotes percentage: 0.000000%

Downvotes: 0

Downvotes percentage: 0.000000%